Uliveto secolare a Ostuni, vicino alla costa adriatica pugliese
Uliveto secolare a Ostuni (BR), nel cuore della produzione olivicola pugliese. Foto: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

Il quadro normativo europeo

Dal 1° gennaio 2022 è entrato in applicazione il Regolamento (UE) n. 2018/848 relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, che ha sostituito il precedente Reg. CE n. 834/2007. Il nuovo regolamento unifica e semplifica le norme su tutto il ciclo produttivo, dall'agricoltura alla trasformazione fino alla distribuzione.

Il Regolamento delegato (UE) n. 2021/1165 definisce le sostanze attive che possono essere utilizzate nell'ambito della produzione biologica. Gli Stati membri possono integrare le norme europee con disposizioni nazionali, nei limiti stabiliti dalla legislazione comunitaria.

Nota: Il testo integrale del Regolamento UE 2018/848 è disponibile su EUR-Lex, il portale ufficiale del diritto dell'Unione Europea.

Il periodo di conversione

Per ottenere la certificazione biologica, un'azienda agricola deve attraversare un periodo di conversione durante il quale adotta i metodi biologici senza poter ancora etichettare i propri prodotti come biologici. I tempi minimi previsti dal Reg. UE 2018/848 sono:

  • 12 mesi prima del primo raccolto per i pascoli e le superfici a foraggere annuali.
  • 24 mesi prima del primo raccolto per le colture annuali.
  • 36 mesi prima del primo raccolto per le colture perenni (tra cui vite e olivo).

L'organismo di controllo può ridurre il periodo di conversione in presenza di prove documentate che l'appezzamento non è stato trattato con prodotti non autorizzati per un periodo precedente all'inizio della conversione. Questa possibilità è valutata caso per caso e richiede documentazione adeguata.

Gli organismi di controllo e certificazione

In Italia gli organismi di controllo e certificazione per il biologico sono autorizzati dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e accreditati da ACCREDIA, l'ente unico nazionale di accreditamento riconosciuto dal governo italiano. Tra gli organismi attivi:

  • CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) — Bologna
  • ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) — Bologna
  • Bioagricert — Bologna
  • Suolo e Salute — Pesaro
  • BIOS — Thiene (VI)

L'elenco completo degli organismi autorizzati è aggiornato annualmente e disponibile sul sito del Ministero. L'operatore che intende avviare il processo di certificazione deve stipulare un contratto con uno degli organismi riconosciuti prima di dare inizio al periodo di conversione.

Procedura di certificazione: le fasi

Il processo di certificazione biologica si articola generalmente nei seguenti passaggi:

  1. Notifica di attività: l'operatore comunica l'avvio dell'attività biologica alle autorità competenti della regione in cui opera, compilando il modello previsto dal MASAF.
  2. Scelta dell'organismo di controllo: l'operatore seleziona un organismo dalla lista ministeriale e sottoscrive un accordo di certificazione.
  3. Ispezione iniziale: il tecnico dell'organismo di controllo effettua un sopralluogo aziendale per verificare la conformità dei terreni, dei magazzini e dei processi.
  4. Periodo di conversione: l'azienda opera secondo i principi biologici per il periodo previsto, con ispezioni periodiche (almeno una all'anno, con possibilità di controlli supplementari non annunciati).
  5. Rilascio del certificato: al termine del periodo di conversione, se l'azienda è conforme, l'organismo rilascia il certificato biologico che abilita all'uso del logo biologico europeo.
Campi e uliveti nella zona collinare umbra
Vista dei campi nella zona di Spello, Umbria, area con tradizione nella produzione olivicola biologica. Foto: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Il logo biologico europeo e l'etichettatura

Il logo biologico europeo — la cosiddetta eurofoglia — può essere apposto sui prodotti che soddisfano tutti i requisiti del Reg. UE 2018/848. L'uso del logo è obbligatorio per i prodotti biologici preconfezionati prodotti nell'Unione Europea. In etichetta deve comparire anche il codice dell'organismo di controllo e l'origine delle materie prime.

L'indicazione "Da agricoltura biologica" o equivalente è riservata ai prodotti che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici sul totale degli ingredienti di origine agricola.

Biologico nelle cooperative agricole

Alcune cooperative italiane hanno scelto di certificare l'intera produzione conferita dai soci come biologica. Questo richiede che tutti i produttori soci rispettino le norme biologiche, il che può essere complesso in realtà con molti soci e tipologie produttive diverse. In alternativa, alcune cooperative mantengono linee di produzione separate per il convenzionale e per il biologico.

Esistono cooperative interamente biologiche, come alcune presenti nelle Marche, in Umbria e in Sicilia, che hanno costruito il proprio mercato intorno alla certificazione come elemento distintivo. In questi casi la certificazione collettiva a livello cooperativo riduce i costi unitari per ciascun socio.